Sabato, 24 Ottobre 2020


    Storia di Filacciano

Le radici storiche di Filacciano risalgono al periodo romano. Si presume che il nome di Filacciano possa provenire dall'evoluzione di parole come Faliscanum o Faliscianum etimologicamente derivato dalla popolazione (i Falisci) stanziata nel territorio per volere dei Romani successivamente alla loro sottomissione.  Una supposizione autorevole appare comunque quella del Nibby  che si ricollega ad un possidente di nome Flacco, per cui un fondo  di proprietà dello stesso fu detto appunto Flaccianus.   Un'ultima ipotesi vorrebbe l'imperatore Felicianus come fondatore del castello.

La tesi del Nibby si presenta senz'altro come la più plausibile, poichè in un documento del secolo VIII si fa menzione di un certo Zaro che avrebbe donato il cosiddetto fondo Flacciano alla celebre Abbazia di Farfa.  In seguito, la presenza dei monaci di Farfa a Filacciano è attestata anche da una bolla di Papa Stefano IV del gennaio 817 che attribuì il possesso del Casalis Flaccianus ai monaci di Farfa. Alla luce di questi fatti è legittimo  supporre che la costruzione di detto casale, come pure di quello della chiesetta di Sant'Egidio siano avvenute per opera dei monaci di Farfa.

Meno mitico, anche se ancora abbastanza sconnesso si presenta lo sfondo storico   dal secolo XIV durante il quale fu l'egemonia degli Orsini ad affermarsi.  Il loro dominio durò all'incirca due secoli, finchè nell'anno 1544 Giovanni Francesco Orsini cedette il castello ad Antimo Savelli.   Successivamente, nel 1403, i Baroni Naldi della Bordissiera entrarono in possesso del feudo seguiti in ordine cronologico dalla famiglia Muti Papazzurri (1674), da monsignor Carlo Mauri e dai suoi eredi, la famiglia Franci, fino al momento in cui la proprietà passò, nel 1852, al Marchese Ferraioli per essere ceduta solo un anno più tradi ai Principi Del Drago che sono gli attuali proprietari dell'omonimo palazzo.

Di un certo interesse perchè singolare è l'attuale stemma del Comune di Filacciano, rinvenuto su antichi documenti presso l'Archivio di Stato. E' costituito da un compasso e da cinque stelle con la legenda "COMMUNITAS FELICIANI". Nella parte alta dello stesso è visibile una croce e nella parte bassa la mezzaluna simbolo dei Muti Papazzurri.

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LUOGHI DI INTERESSE

Palazzo Del Drago: la prima costruzione a Filacciano fu una torre successivamente incorporata nel castello. Al posto di quest'ultimo fu eretto il Palazzo Del Drago. Questa è la ragione per cui il Comune ha assunto a suo emblema , per un certo periodo, una torre. Lo stemma dei Muti sui cippi di pietra davanti all'arco di ingresso della proprietà Del Drago e quello degli Orsini sulla chiesa parrochhiale, originariamente parte del castello, testimoniano sontanto di alcuni dei precedenti proprietari.

Chiesa di S. Egidio Abate: di stile romanico, fu probabilmente costruita alla fine del secolo X, il campanile è del secolo XI.  Fondatori furono i monaci Benedettini di Farfa.  Pregevoli si rivelano le pareti interne affrescate, anche se si presentano molto danneggiate a causa dell'incuria secolare.  Nel 1969 si cercò di salvare ciò che era rimasto e gli affreschi furono restaurati a cura della Soprintendenza alle Gallerie del Lazio.  Alcuni documenti riportano che proprio adiacente alla Chiesa si trovava il primo casale di Filacciano.  La chiesa è dedicata a S. Egidio, Santo Patrono di Filacciano.

 

Sant'Egidio è nato nella città di Atene in Grecia da una famiglia principesca. Non si conosce la data della nascita, probabilmente è avvenuta intorno all'anno 500. I genitori si chiamavano Teodoro e Pelagia. Fecero studiare il loro figlio, ma nello stesso tempo lo istruirono nella fede in Dio perché erano cristiani praticanti. Dietro il santo esempio dei genitori si mise allo studio della parola di Dio e crebbe nella fede e nella pratica delle virtù e il Signore lo premiò col dono dei miracoli. Il popolo lo ricercava sempre più per ottenere guarigioni ed altri aiuti. Morti i genitori, distribuì i suoi beni ai poveri e, per umiltà e per fuggire la stima e la lode degli uomini, si imbarcò per andare lontano dalla Grecia. Sbarcò in Francia. Durante la navigazione salvò nave e passeggeri da una furiosa tempesta. Desideroso di vivere in solitudine si unì ad un eremita. Ma anche in quel posto era molto stimato per i miracoli che Dio operava per la sua fede e preghiere. Ecco che pensò, sempre per essere umile, di andare a vivere da solo in un luogo dove nessuno l'avrebbe ritrovato. Così si inoltrò in una grande foresta fra Nimes e il mare. Dio permise che egh fcsse scoperto da cacciatori al seguito di Childebert I, re di Parigi.

Questo principe lo venerò come un santo e gli fece costruire un monastero nel luogo stesso del suo ritiro. Parecchi uomini, ben desiderosi di pensare alla loro salvezza, vi vennero a riunirsi ed egli acconsentì ad essere il loro abate. Alcuni anni dopo, Childebert I per motivi di coscienza, fece chiamare Sant'Egidio che andò a trovano ad Orleans. Infine, questo illustre servo di Dio fece un pellegrinaggio a Roma e morì al ritorno il i settembre verso la fine dell'anno 500. Le case costruite nei pressi del suo monastero hanno finito col formare una città che porta ancora il suo nome.

La sua devozione si propagò subito in Francia, in Italia ed in quasi tutta l'Europa. La maggior parte del suo corpo si conserva in una urna di argento a Tolosa nella grande Chiesa di Sain-Sernin.  In Francia ci sono molti luoghi e vie che portano il suo nome.  In Italia si contano oltre 50 porrocchie dedicate a Sant'Egidio Abate.

 

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